lunedì 28 e martedì 29 luglio
Ha un solo pupillo in Italia San Brizio, vescovo di Tours, santo scapestrato e tracotante, ed è il comune di Calimera, unico in Italia ad avere come patrono il santo ricordato dagli annali medievali come un soggetto poco raccomandabile. Discepolo del dotto San Martino, a cui cercò sempre di rubare la cattedra fino a riuscirci, San Brizio era un religioso sregolato e importuno e le malelingue dell’epoca lo volevano circondato da piacenti servette. Tuttavia, con la maturità raggiunta nell’autunno della sua esistenza, il patrono di Calimera si pentì dei suoi errori e fece costruire la prima basilica sulle requie di San Martino, l’amorevole maestro che cercò per tutta la vita di riportarlo sulla retta via. I festeggiamenti iniziano lunedì 28, a conclusione del settenario, con le messe celebrate a partire dalle 7; dopo la messa vespertina, alle 19, prende il via la processione con la statua di San Brizio, accompagnata dalle bande Città di Racale e Città di Montescaglioso, dirette rispettivamente dai maestri Anna Ciaccia e Rocco Lacanfora. Al rientro del corteo, tutti col naso all’insù per lo spettacolo pirotecnico a cura delle ditte Bruscella di Modugno e L’artificiosa dei Fratelli Di Candia da Sassano. Martedì 29, solennità del santo, le liturgie si susseguono a partire dalle 7, fino alla messa delle 19.30 presieduta da monsignor Bruno Musarò, nunzio apostolico in Guatemala. Prestano servizio le bande Città di Montescaglioso e Città di Conversano, sotto la bacchetta del maestro Angelo Schirinzi. Le salve e i fuochi pirici durante le giornate di festa sono a cura di Megafuochi di Scorrano.
(articolo tratto da QUI SALENTO luglio 2008)