domenica 5 e lunedì 6 aprile
Tre parole suggellano le ultime tappe della vita terrena di Gesù, portate in scena ad Avetrana, nello spettacolo “Patì per noi”. Ci sono circa centosessanta persone, tra giovani e adulti, ad animare l'imponente scenografia, con sullo sfondo la zona più caratteristica del centro storico di Avetrana, che abbraccia in un solo sguardo castello e torrione, un arricchimento paesaggistico al palco, posto su tre piani, come una piramide, in cui si ripercorrono scene ben note, eppure ogni volta toccanti e suggestive. Due ore e mezza accompagnano gli spettatori a rivivere con i protagonisti, le varie fasi, a partire dall'ingresso trionfale di Gesù a Gerusalemme, osannato dalla folla che stringeva tra le mani rametti d'ulivo. Le scene si susseguono con il dialogo tra Gesù e Giuda, le beatitudini, la cospirazione del sinedrio, l'ultima cena e la preghiera nell'orto degli ulivi, il Getsemani, fino ad arrivare al momento cruciale della cattura, con Gesù portato a processo e poi al cospetto di Pilato. L'antico torrione si presta a pretorio del console romano, immagine del potere, che cerca di capire il dramma, ma che infine non può che ammettere, a se stesso e agli altri, che “Uomini corrotti come me ci saranno sempre”. Poche parole che spostano, poi, l'attenzione alla scena della Via Crucis, mentre in un giardino, Giuda pentito si toglie la vita, impiccandosi. La tragedia ha un finale triste e risaputo, la Crocifissione di Cristo, sul punto più alto del palco piramidale, che si fa Calvario. Il filo conduttore dello spettacolo è la lotta tra il bene e il male, da cui esce vincitore chi vince la morte. La rappresentazione della passione di Gesù, nata come laboratorio teatrale per ragazzi della parrocchia di San Giovanni Battista, giunge quest'anno alla sesta edizione, con testi, musiche e regia a cura dell'attore Gino Cesaria. Lo spettacolo va in scena domenica 5 e lunedì 6 in piazza Parlatano, a partire dalle 19.30.