
“Certu Scurranu se ne po’ vantare, ca nc’e’ santa Duminica devota, se fa’ nna festa principale, se fa’ nna festa assai ricca e pumposa”. (Certo Scorrano si può vantare, perché ha la devozione di Santa Domenica, alla quale si fa una festa principale, una festa assai ricca e grandiosa). La saggezza degli antichi ha racchiuso in piccoli aneddoti e proverbi il grande amore e la sentita devozione degli scorranesi nei confronti di Santa Domenica, patrona della città. Diverse sono anche le leggende che ruotano intorno alla figura della giovane santa di Tropea, come quella “te la peste” e quella “te lu piedi” che uno scorranese doc non può non conoscere.
La prima narra che santa Domenica apparve in sogno ad un’anziana donna sulle mura di Porta Terra dicendole che aveva deciso di diventare la protettrice di Scorrano liberando il paese dal terribile morbo della peste. In cambio però, come segno di riconoscenza, chiese di accendere delle lampade e dei lumi ad olio sulle finestre e sui terrazzi di ogni casa; inoltre, come racconta la preghiera recitata da un’anziana scorranese, Santa Domenica disse alla donna: “Allu sei de luju facitime la festa, ca quellu è ‘l giurnu de lu miu murire e bbui priori cu ve mintiti ‘n testa ca spese e denari nu ll’iti bbadare” (Il 6 luglio fatemi una gran festa, è il giorno del mio martirio e voi priori mettetevi in testa che non dovete badare a spese e a soldi).
La leggenda “te lu piedi”, invece, racconta che la santa, dopo essere stata proclamata protettrice di Scorrano, concedeva numerosi miracoli ai suoi devoti mentre gli abitanti di Maglie, il cui protettore è San Nicola, non concedeva alcuna grazia. Così i magliesi decisero di cambiare protettore pretendendo che il simulacro di Santa Domenica fosse portato nella loro città. Gli scorranesi acconsentirono, ma lungo il percorso tra le due cittadine, il prezioso simulacro iniziò a diventare sempre più pesante finché, sulla linea di confine tra le due città, piantò i piedi in terra e non si mosse più. A quel punto i magliesi capirono che la santa non voleva abbandonare Scorrano e riportarono indietro la statua che i devoti chiusero in uno stipo di legno.
In questi giorni Santa Domenica esce dallo stipo - le cui chiavi sono conservate dall’arciprete, dal sindaco e dal vice presidente del comitato festa patronale - solo per la sua novena e per devozione privata, tra lo sparo dei tradizionali fuochi pirotecnici. E la devozione, oggi come allora, è immutata. Il senso di una religiosità profonda, vissuta dalla comunità di Scorrano come un frutto intimo, privato e quotidiano, esplode in una grande festa che raggiunge il suo culmine quando la statua varca la soglia della chiesa matrice e si “consegna” a tutti i suoi devoti, mentre fa il giro della città completamente rivestita di luminarie. Un trionfo di luci che a Scorrano, terra di maestri paratori, non ha eguali. Il centro del piccolo borgo si ricopre di archi, spalliere, frontoni, gallerie ricoperte da migliaia di luci colorate, in un ricamo articolato e continuo. Lo spettacolo si sposta poi in cielo, dove i migliori fuochisti d’Italia, danno il meglio della loro arte pirotecnica nel Festival Nazionale dei Fuochi.
Il comitato anche quest’anno ha imbastito un ricco programma. Si inizia domenica 5, con le sinfonie della banda Città di Squinzano, sotto la bacchetta del maestro Giuseppe Gregucci, e del gruppo musicale Città di Mottola, diretto dal maestro Salvatore Tarantino. Alle 20.40, spettacolo piromusicale della ditta Mega di Scorrano che fa da preludio all’accensione delle luminarie, realizzate dalle ditte De Cagna, Mariano, Elettro Service e Lumina Lux di Scorrano e Paulicelli di Capurso (Ba). Dopo la celebrazione della messa delle 8 di lunedì 6, ha inizio la processione accompagnata dai gruppi bandistici Città di Francavilla Fontana e Città di Squinzano. Alle 17, tutti con gli occhi rivolti al cielo per le tradizionali batterie di fuochi pirotecnici a cura delle ditte Scudo di Orta di Atella (Ce), L’artificiosa di Sassano (Sa), Ruocco & Novellino da Gragnano (Na) e Russo da Melito (Na). Alle 23, invece, fantasia pirotecnica in piazza a cura della ditta Mega. Martedì 7, l’animazione della giornata è affidata alla Fanfara dei Bersaglieri “A. La Marmora” di Casoli (Ch). Alle 21, le ditte fuochiste Padovano da Genzano di Lucania (Pz), Fratelli Pannella da Ponte (Bn), Vallefuoco da Mugnano (Na) e Del Vicario da San Severo (Fg), si alternano in una spettacolare esibizione pirotecnica. La conclusione della festa, a partire dalle 22 in piazza, è affidata al concerto dei Grammar School e alla travolgente musica dei Salentu Cantu.
(articolo tratto da QUI SALENTO luglio 2009)