Lo scudo fiscale non eviterà automaticamente gli accertamenti. A chiarirlo è stato il ministero dell'Economia nella risposta a un'interrogazione presentata alla Camera dal capogruppo del Pd in commissione Finanze Alberto Fluvi. Intanto da Napoli il presidente del Consiglio nazionale dei Dottori commercialisti e degli Esperti contabili, Claudio Siciliotti, chiede che “con i proventi dello scudo fiscale si sostengano le pmi e i professionisti”, aggiungendo che “la finanziaria va rafforzata, con interventi mirati a sostenere questi due pilastri del nostro sistema economico. A cominciare dall'abolizione dell'Irap.
Lo scudo fiscale non eviterà automaticamente gli accertamenti. A chiarirlo è stato il ministero dell'Economia nella risposta a un'interrogazione presentata alla Camera dal capogruppo del Pd in commissione Finanze Alberto Fluvi.
"E' importante dare rilievo al fatto che non sussiste una preclusione generalizzata e automatica degli accertamenti"- ha riferito il sottosegretario Daniele Molgora - "in quanto l'attività di controllo viene comunque effettuata al fine di verificare la riconducibilità dei maggiori imponibili accertati all'attività di regolarizzazione".
Intanto da Napoli, il presidente del Consiglio nazionale dei Dottori commercialistie degli Esperti contabili, Claudio Siciliotti, a margine della conferenza stampa di presentazione del prossimo congresso nazionale della categoria, in programma per ottobre del 2010, chiede che “con i proventi dello scudo fiscale si sostengano le pmi e i professionisti”, aggiungendo che “la finanziaria va rafforzata, con interventi mirati a sostenere questi due pilastri del nostro sistema economico. A cominciare dall'abolizione dell'Irap, una proposta che noi avanziamo da tempo e che ora, notiamo con piacere, non e' piu' un tabu'''.
''Nell'attuale disegno di legge finanziaria - ha detto Siciliotti - la piccola e media impresa e' assai poco ricordata e i professionisti sono, ancora una volta, completamente dimenticati. Il nostro auspicio e' che il sacrificio di legalita' imposto dallo scudo fiscale sia compensato da un utilizzo delle risorse da esso generate a diretto beneficio proprio della piccola e media impresa e dei professionisti''. “Per le imprese non e' poi piu' rinviabile una revisione della disciplina degli interessi passivi''. Siciliotti ha sottolineato come gli effetti della crisi si facciano sentire pesantemente anche sui professionisti. ''Per i commercialisti - ha spiegato - aumenta la mole di lavoro consulenziale per le imprese in difficolta', ma i pagamenti per le prestazioni offerte, a causa della crisi di liquidita' di questi soggetti, arrivano sempre piu' in ritardo. Ci siamo di fatto trasformati in banche che fanno credito a tante piccole e medie imprese, specie nel Nord Est. Un lusso che nessuno di noi puo' permettersi''.