Bersani segretario PD. “Per prima cosa mi occuperò di lavoro e precarietà”

articolo del 28-10-2009

 

Pier Luigi Bersani è il nuovo segretario del Pd. Lo hanno scelto i tre milioni di elettori delle primarie. L'annuncio ufficiale, mentre nei seggi lo spoglio sta entrando nel vivo, lo fa Dario Franceschini che arriva alla sede del partito e alle 23 in punto sottolinea di aver telefonato al suo 'avversario' e avergli riconosciuto la vittoria.
“Non e' importante, dice il segretario uscente, aspettare di vedere se ci sono due punti percentuali in più o in meno: il dato politico e' che la scelta dei nostri elettori e' quella di eleggere Bersani nostro segretario''.
Poco dopo a Sant'Andrea delle Fratte arrivano anche il neosegretario e il terzo concorrente, Ignazio Marino, che ottiene un buon risultato attestandosi attorno al 15%. Bersani fa subito sapere che con Marino e Franceschini collaborera'.
''Voglio rivolgere una parola di amicizia e rispetto - scandisce - per Dario Franceschini e Ignazio Marini. Lavoreremo insieme per il nostro grande partito''. Poi delinea la sua idea del Pd del quale sarà il leader ''a modo mio, non il partito di un uomo solo ma un collettivo di protagonisti''. Un Pd che sarà ''di alternativa piuttosto che di opposizione'' visto che, e' il ragionamento, il primo concetto va sempre a braccetto con il secondo ma non sempre vale il viceversa. Un partito popolare e radicato sul territorio.
Tema centrale della sua politica restera' quello del lavoro.
E domani la sua prima iniziativa sarà a Prato dove incontreràun gruppo di artigiani perchè ''bisogna rompere il muro tra politica e lavoratori''.
''Voglio cominciare - dice Bersani - con l'orgoglio per quanto successo oggi. Tre milioni di persone sono una grande prova di democrazia''.
''E' un grande risultato - dice Marino - che Bersani sia stato eletto democraticamente. Una grande festa per la democrazia''. E anche Franceschini parla di una ''giornata fantastica: una prova di partecipazione che e' andata oltre tutte le aspettative''.
Franceschini rivendica la scelta di non aver rinviato le primarie del 25 ottobre e sottolinea che a questo punto ''nessuno potrà più mettere in discussione l'irreversibile decisione che il segretario va eletto con le primarie''. Del resto, Bersani ribadisce un concetto ripetuto piu' volte nella sua campagna: ''Iscritti ed elettori non sono due razze diverse''.
Lo stesso concetto che usa il 'grande elettore' numero uno dell'ex ministro, Massimo D'Alema. Gli iscritti del Pd, puntualizza D'Alema, ''non sono marziani'' dalle primarie esce infatti ''una scelta chiara che conferma il risultato che abbiamo gia' avuto nei congressi di circolo, pero' con l'autorevolezza di un voto popolare''.
Tra le prime reazioni del Pdl, quella del capogruppo del Pdl alla Camera Fabrizio Cicchitto, che riguardo all’elezione di Bersani inun'intervista al 'Corriere della Sera' dice: “Se non altro sappiamo cos'è, un ex comunista, formatosi nelle regio­ni rosse, depurato da elementi auto­ritari. Spero ad esempio che venga ri­visto il 'no' alla nostra proposta di incontro sulla giustizia". Cicchetto definisce infine le primarie "una scimmiottatura impropria e plebiscitaria delle prima­rie vere.
In America si vota per il can­didato presidente, non per il segreta­rio del Partito democratico".


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