sezione a cura della redazione di quiSalento

Le panare di Santa Vittoria a Spongano

il 15-12-2009 a Spongano

martedì 22 e mercoledì 23 dicembre

Arde il culto di Santa Vittoria, protettrice di Spongano, nei giorni in cui la Chiesa ne ricorda il martirio, e con lui bruciano anche le “panare”, un rito che da secoli scalda la cittadina alla vigilia della festa. Risale al Medioevo la devozione per la santa romana, introdotta dai baroni Bacile di Castiglione, che subito suscitò un fascino così forte da indurre gli sponganesi a osannarla come protettrice. I contadini del tempo, particolarmente dediti all’olivicoltura, alle soglie del dì della festa trascuravano per un po’ il lavoro ai frantoi e si dedicavano alla confezione di una bella “panara” da tributare, in un rito propiziatorio e benaugurale, alla gloria di Santa Vittoria. Le grandi ceste di giunchi intrecciati riempite di sansa e addobbate con foglie di palma, festoni, fiori, bandierine colorate, rami d’edera, arance, mandarini e datteri, si caricavano sui carretti dei trainieri, e i cavalli, anche loro parati, di tutto punto per la sfilata, partivano per il giro della città fino alla piazza dove un grande fuoco ingoiava le “panare” e riscaldava i cuori speranzosi. Il passare dei secoli, sebbene abbia ridotto il numero dei frantoi, non ha intaccato la fede, né tanto meno la tradizione, e gli sponganesi, artigiani, commercianti, amministrazione comunale e comitato feste, rinnovano il dono delle “panare”. Oggi come allora, le grandi ceste imbellettate sfilano martedì 22, con partenza alle 15 da piazza Santa Vittoria con i cavalli trainati dalle musiche del concerto bandistico. Apre il colorato corteo la “panara” del palazzo dei baroni Bacile a cui si aggiungono tutte le altre, e procedono, calamite d’ammirazione, per le strade riccamente addobbate, fino alle 20. Le ceste, una volta raggiunto il municipio, diventano caloroso falò alimentato dalla sansa, che diffonde tepore e speranza, mentre la musica popolare dà il via alle danze e alla distribuzione di taralli, lupini e vino locale. Le celebrazioni religiose scandiscono la giornata di mercoledì 23, insieme alle sinfonie del concerto bandistico, che accompagnano anche la processione, in uscita dalla chiesa matrice di San Giorgio alle 17. Il rientro del simulacro in parrocchia è salutato dallo spettacolo iridescente dei fuochi artificiali, curato dalla ditta Mega di Scorrano.

 

(articolo tratto da QUI SALENTO dicembre 2009)

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