giovedì 24 dicembre
Tra “pittule” e fuoco, si scalda l’atmosfera della vigilia di Natale a Specchia, in attesa che la lieta novella della nascita di Gesù venga festosamente annunciata dai rintocchi delle campane. È un appuntamento irrinunciabile, tramandato fino ad oggi, dai nonni e dai padri, quello con le piccole sfere di pasta lievitata, fritte e mangiate al cospetto della “focareddha” che arde, sotto l’egida protettrice della chiesa matrice, in piazza del Popolo, dove la Pro Loco allestisce i banchetti dettati dalla tradizione. L’appuntamento che riscalda i cuori, ma anche i palati, ha inizio dalle 18, quando il sindaco di Specchia, Antonio Biasco, accende di diritto il falò e, contemporaneamente, dà il via alla frittura delle gustose e irresistibili “pittule” che si accompagnano alle “puccette” con le olive, anch’esse protagoniste delle vigilie salentine, e a qualche sorso di vino rosso, per brindare tutti insieme, in allegria, intonando le dolci melodie natalizie, suonate dai musicisti della banda locale
(articolo tratto da QUI SALENTO dicembre 2009)