Il sistema previdenziale dell'Italia è no "dei più vicini all'equilibrio" all'interno dell'Unione europea. E' quanto dichiara il ministro dell'Economia Giulio Tremonti in una lettera a 'Il Foglio' in risposta ad un articolo
pubblicato ieri sulle pensioni, sottolineando come con
l'indicizzazione dell'età pensionabile in rapporto
all'innalzamento della vita attesa "si produce un costante
equilibrio dei conti pubblici, tra periodo di lavoro e periodo in
pensione".
"Quello introdotto nel luglio scorso, con il tacito responsabile
consenso delle parti sociali (perché i 'grandi numeri' non sono
né di destra né di sinistra), è un meccanismo che manca ancora in
tante altre parti d'Europa e che è oggetto di crescente positiva
considerazione da parte delle istituzioni economiche
internazionali e sui mercati", scrive il ministro, aggiungendo:
"Come ha giustamente notato il presidente Berlusconi, una delle
criticità delle finanze pubbliche dei paesi dell'Unione europea
si trova proprio nei sistemi pensionistici". Ma non per l'Italia.
"Se c'è una ragione per una ulteriore riforma non è dunque
relativa alla tenuta dei conti pubblici (tenuta che è comunque
fondamentale), ma per una futura, diversa e tutta ancora da
discutere determinazione del rapporto tra generazioni", ha
concluso.