sabato 13 aprile
Anticipa di qualche giorno i festeggiamenti per San Giuseppe, la sagra in suo onore che da 21 anni anima il rione Santa Croce a Poggiardo, portando in piazza la generosità e il tributo che ormai da secoli vede, nelle case, l’allestimento delle antiche tavole. Un’usanza nobile di intenti, che da sempre i fedeli si tramandano, per chiedere grazie, per opera di bene, per riappacificarsi. È un modo per ricordare, anche in periodi frenetici e votati all’individualità, che non c’è niente di più puro e sacro dello scambiarsi pietanze, simboli di condivisione e fraternità. A Poggiardo, dove la tradizione persiste in molte case private, da oltre due decenni, un gruppo di abitanti del rione Santa Croce ha traslato il significato del rituale portandolo per strada, accogliendo visitatori vicini e lontani, offrendo loro un menu invariato, rendendoli tutti “santi” per un giorno. Al cospetto della grande croce in ferro da cui il rione mutua il proprio nome, alle 18, si celebra la messa e, al termine, si riceve l’assaggio di specialità che, in tempi non lontani, costituivano le primizie della dolce stagione in arrivo e ricette rispettose del periodo di quaresima: peperoni al sugo, peperoncini “dolci e amari”, taralli, pane di San Giuseppe, pesce “a sarsa”, fritto e macerato in aceto e pangrattato, la “massa” con i ceci, i “pampasciuni” con olio e aceto. A chiudere in dolcezza la serata non mancano le zeppole, da sempre legate alla festa in onore di San Giuseppe.
(articolo tratto da QUI SALENTO marzo 2010)