Le strade di Calimera, rischiarate dal bagliore di artistiche sculture di velina in una magica atmosfera festiva, sono anche profumate di deliziosi effluvi, nei tre giorni della Festa dei lampioni e de lu cuturùsciu. Le signore del paesino griko, proprio nel giorno di San Luigi, usavano impastare gli avanzi della massa per il pane con un filo d’olio, un po’ di peperoncino e un pizzico d’origano, gli davano la forma di un tarallo e lo passavano in forno: semplice, morbida e deliziosa è la ricetta de “lu cuturùsciu”, anch’esso protagonista della festa organizzata dagli attivissimi soci della Pro Loco, sempre pronti a valorizzare al meglio le tradizioni antiche e a dare loro un significato attuale, condito di sana allegria. Nei tre giorni di festa si può assistere nel pomeriggio alla preparazione dei “cuturùsci”, attenderne la cottura e gustarne uno appena sfornato, prima di condurre i sensi verso gli stand presso cui assaggiare anche tante altre specialità tipiche salentine e un buon bicchiere di vino. Le tre serate sono animate dalla musica dal vivo: sabato 19, i ritmi della popolare salentina de I Scianari in tour; domenica 20, il liscio e alle 22 il rock’n’blues degli Skyboard; lunedì 21 la pizzica “raffinata” dell’Antonio Amato ensemble.
(articolo tratto da QUI SALENTO giugno 2010)