Nuova legge regionale per i b&b: ecco le modifiche necessarie per rilanciare il sistema turistico

articolo del 27-01-2012

Presentate all’Assessore al Turismo della Regione Puglia

le proposte di modifica

di Assoturismo Confesercenti

Nuova legge regionale per i b&b:

ecco le modifiche necessarie

per rilanciare il sistema turistico

Una norma transitoria per agevolare il passaggio al nuovo quadro normativo dei Bed &

Breakfast, una serie di modifiche e un percorso per giungere al passaggio delle strutture più grandi

in “B&B in forma professionale”, come alternativa alla scelta obbligata di divenire “affittacamere”:

sono queste le proposte di Assoturismo Confercenti di Puglia per rilanciare il sistema turistico

che proprio nelle piccole strutture come i B&B ha uno dei suoi maggiori punti di forza. Questo

pacchetto di proposte è stato presentato in un articolato documento all’Assessore al Turismo della

Regione dopo una serie di incontri con gli operatori che ha avuto al centro l’esame del Disegno di

Legge n. 40/2011 del 12.12.2011 “Disciplina dell’esercizio saltuario di alloggio e prima colazione a

conduzione familiare (Bed & Breakfast)”.

Assoturismo apprezzato tale iniziativa legislativa che si propone di mettere ordine nel

settore della ricettività extra-alberghiera legata ai Bed & Breakfast che (anche a causa

dell’attuale normativa) versa in una situazione caotica. Dalla serie di incontri con gli operatori (e in

particolare da quelli tenuti a Lecce il 27 dicembre e il 4 gennaio) è emersa la convinzione che la

grande maggioranza degli operatori di B&B approvano l’idea di ricondurre il fenomeno dell’esercizio

del B&B in forma non imprenditoriale nell’esclusivo ambito della conduzione familiare, anche se non

bisogna in alcun modo assumere a priori posizioni punitive e “di muro contro muro” nei

confronti di un fenomeno che, nonostante gli abusi, ha consentito comunque di produrre reddito a

favore del territorio e di molte famiglie, in un momento di così difficile congiuntura economica.

Assoturismo ritiene infatti che la maggioranza dei titolari che fino ad oggi hanno intrapreso

l’attività di B&B lo hanno fatto rispettando la normativa vigente, qualche volta interpretandola a

proprio vantaggio, e questo a causa delle caratteristiche di incertezza e contraddittorietà della

stessa, con lo scopo principale di integrare il proprio reddito familiare.

Per questo, prima di ogni richiesta di modifica al testo, è indispensabile prevedere una

norma transitoria che consenta a coloro che già esercitano l’attività di B&B di continuare a farlo

rispettando l’attuale normativa per un periodo limitato di tempo (ad esempio 5 anni). Tale deroga

consentirebbe a coloro i quali hanno effettuato delle spese per “potenziare” la propria offerta nel

pieno rispetto della normativa oggi vigente, e non avendo usufruito di alcun beneficio o sgravio

fiscale direttamente imputabile a tale spesa, di poter in qualche misura ammortizzare tali

“investimenti” limitando il danno derivante dalla prevista riduzione da 6 a 3 camere.

Ecco le altre modifiche proposte da Assoturismo:

a) Eliminare il numero massimo di pernottamenti ed innalzare a 300 giorni il periodo nel

quale poter offrire ospitalità. La prescrizione del DDL di consentire ai B&B di offrire

ospitalità per un minimo di 90 ed un massimo di 270 giorni potrebbe infatti

“incentivare” occultamenti di vario tipo relativi a presenze che dovessero eccedere

tale limite per non incorrere in sanzioni, e rappresenterebbe un freno all’iniziativa che

potrebbe rivelarsi illegittimo.

b) Dall’incontro con gli operatori è emersa una reale convinzione che l’ospitalità non

possa che essere offerta esclusivamente nella propria abitazione. In caso contrario

non si comprende perché nei piccoli comuni o nei centri storici sia possibile esercitare

“in immobili, fisicamente separati ma prossimi”, e ciò non valga per gli altri comuni o

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Attività Commerciali Turistiche e dei Servizi

per le periferie. Sarebbe opportuno specificare comunque cosa si intenda per

“prossimi”, evitando di generare interpretazioni diverse da parte delle varie

amministrazioni comunali, per evitare applicazioni più o meno restrittive della norma

all’interno della stessa Regione in forza di scelte di tipo “politico” e/o a tutela di

alcuni a discapito di altri. In effetti questa opportunità potrebbe essere offerta ai

futuri Bed & Breakfast gestiti in maniera professionale.

c) Eliminazione del punto relativo alla limitazione per i gestori di B&B alla sola pubblicità

dei recapiti e delle caratteristiche della “struttura”, perché ognuno possa

pubblicizzarsi come meglio crede, purché le informazioni riportate rispondano al vero.

d) Le sanzioni appaiono generalmente sproporzionate e vessatorie e andrebbero

generalmente mitigate.

e) Considerato che le camere saranno al massimo 3, è sufficiente, come requisito

minimo, la presenza di un solo bagno ad uso esclusivo degli ospiti, come tra l’altro

accade anche per la classificazione alberghiera ad una stella.

f) Non si comprende perché le bevande e gli alimenti da somministrare nella prima

colazione debbano essere “preconfezionati e non manipolati” quando la colazione

dovrebbe rispecchiare essa stessa le abitudini della famiglia e caratteristiche di

autenticità alla quale si fa espresso riferimento nell’articolo 1.

Assoturismo ritiene opportuno regolamentare a breve anche ciò che il “Nuovo Codice del

Turismo” definisce come “B&B in forma professionale”, per offrire una valida alternativa alla

scelta obbligata di divenire “affittacamere”.

Lecce 27 gennaio 2012

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