
In giro per frantoi, alla ricerca dell’olio extravergine genuino di qualità e possibilmente dal prezzo conveniente. Con la possibilità, spesso, di dare un’occhiata alle attrezzature, talvolta storiche, se non addirittura di assistere al ciclo di produzione. Senza tener conto che il giro può anche essere il pretesto per scoprire cittadine che non conoscevamo pur essendo a due passi da casa e della possibilità di effettuare scoperte che non ci aspettavamo, come imbatterci in un frantoio che è anche una beauty farm con in bella mostra prodotti di bellezza. Naturalmente a base di olio.
Una ricerca facile, quella dell’“olio buono”, in una regione che questo prodotto lo produce da sempre come la Puglia (anche se la Basilicata non si ritiene da meno). In linea di massima non occorre neppure varcare i confini della propria provincia e quindi, dai capoluoghi, basta percorrere al massimo una cinquantina di chilometri. Ma anche meno: per i baresi, ad esempio, sono sufficienti pochi minuti per raggiungere centri oleari come Bitonto, da una parte, o Mola dall’altra. L’importante è stabilire in partenza ciò che si vuole. Se si punta al piccolo frantoio artigianale, infatti, è bene portarsi dietro i contenitori giusti che devono essere in acciaio o in vetro: le normali latte possono andare bene per il trasporto, ma non sono valide per conservare al meglio il prodotto (quindi a casa è bene travasare l’olio nei contenitori adatti). Ma ci sono anche piccoli frantoi che offrono in vendita le lattine, con o senza etichetta e tanti altri attrezzati ancora meglio (hanno proprie etichette e confezioni in lattine o bottiglie).
Internet può aiutare nella ricerca. Basta cliccare la parola olio seguita da quella della regione (Puglia o Basilicata) e si ottengono le prime indicazioni. La scelta è vasta: ci sono frantoi in ogni provincia (soprattutto in quella barese), con tanto di nomi e spesso il sito al quale passare per ottenere ulteriori informazioni a partire dai prezzi per finire al tipo di olive-olio (ogliarola o coratina, ecc.), di coltivazione (biologica) e lavorazione (a freddo). Alcune cittadine nelle quali l’ulivicoltura è particolarmente intensa si presentano con siti nei quali attraverso precise mappe si possono raggiungere tutti i frantoi del circondario.
E quindi la scelta. Fra i frantoi di Bitonto (Ba), ad esempio, quello che propone l’“olio Dop Terra di Bari-Sottozona Bitonto da agricoltura biologica”. Il titolare assicura: “Chi viene da noi è il benvenuto, anche se non compra. Ed ha sempre la possibilità di assaggiare il nostro prodotto che è buono persino da bere, anche se noi lo offriamo su una fetta di pane”. Naturalmente, non ci sono problemi anche per chi non abita nel Barese e non vuole spostarsi troppo. Per i brindisini, ad esempio, nella loro provincia, a Villa Castelli, c’è un frantoio con un impianto tradizionale con tanto di macina in pietra a tre molazze che è un piacere ammirare (“solo vendita sfusa per una produzione di 60 quintali di olive nelle 24 ore” viene precisato). La scelta continua in tutte le altre province (nella Daunia viene proposto olio di spremitura a freddo) e diventa ancora più difficile nel Nord Barese per le svariate proposte. Dal frantoio di Andria che offre “olio a bassa acidità da olive coltivate con metodo di lotta integrata e lavorate fresche”, a quello di Corato che oltre all’olio extravergine dal “sapore fruttato, intenso, persistente, con retrogusto leggermente amarognolo che ricorda il carciofo, piccante quel che basta”, ne propone di particolari al basilico, all’aglio, al peperoncino, al limone, al finocchio, alla cipolla, al rosmarino e all’origano.
Tutti accompagnati dalle relative ricette gastronomiche (offerte in omaggio). Ma non basta: il frantoio si presenta anche come una beauty farm, con prodotti di bellezza all’olio: dal latte detergente alle creme idratanti e per il corpo, per finire all’anticellulite ed ai solari e doposolari.
(articolo tratto da “Gazzetta del Mezzogiorno Speciale” del 29.11.2006)