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Il gustoso fruttato delle Dop pugliesi

articolo del 20-04-2007

Sono cinque, dal Dauno alla terra d’Otranto, un’ampia scelta di prodotti di qualità.

Il più esportato, quello del Barese. L’ultimo nato il “terre tarentine”

Quando vogliamo portare a tavola qualità ed anche territorio, possiamo senz’altro scegliere un olio con marchio Dop. La Puglia possiede cinque oli a Denominazione di origine protetta, che tutelano e valorizzano quella che è la maggiore produzione italiana, ovvero pari al 40% del totale nazionale.

Ma qual è il grado di conoscenza dei consumatori con riferimento ai marchi dell’agroalimentare? Secondo il sondaggio di Agriturist di questa estate, mentre il 60% degli intervistati sa cosa significa la sigla Dop, meno del 40% conosce il significato di Igp. Andiamo, allora, alla scoperta dei cinque oli Dop della Puglia seguendo i percorsi – anche turistici – indicati dagli “Itinerari lungo le Strade del vino e dell’olio di Puglia”, Tirso Editore, Bari, 18 euro. Partiamo dalla Dop “Dauno” che si articola in tre sottodenominazioni. Il “Dauno Gargano” con Ogliarola locale offre un fruttato tenue di oliva con profumo di pomodoro e gusto dolce, e buona persistenza aromatica. Il “Dauno” sub Appennino e basso Tavoliere, dove prevale la Coratina, è un olio con netti sentori di fruttati di oliva con profumi di carciofo, e buona fragranza aromatica. C’è, infine, il “Dauno Alto Tavoliere” fatto con olive di Peranzana, dal gusto dolce e aromatico ed un buon profumo floreale.

Proseguiamo con il “Colline di Brindisi” che è stato il primo in Puglia ad ottenere il riconoscimento. L’olio prodotto fra le alture di Fasano e Brindisi è frutto della varietà Ogliarola (70%), e il restante 30% di Leccino, Coratina e Frantoio. È caratterizzato da un netto fruttato di oliva con profumi di erba e legumi, gusto molto dolce con buona fluidità.

L’olio Dop “Terra di Bari” è quello che, grazie ad una più capillare struttura commerciale, si trova spesso in vendita al di fuori del territorio di produzione. Prevede tre sottodenominazioni. Quella di “Castel del Monte” comprende il nord barese, dove prevale la Coratina che è determinante nell’ottenere un olio con netti sentori di fruttato, carciofo e mandorla, gusto lievemente piccante e appena amarognolo. C’è poi la sottodenominazione “Bitonto” che raccoglie la produzione proveniente da Cima di Bitonto, e ci propone un olio con un intenso fruttato di oliva con note mandorlate, ed un gusto armonico ed equilibrato. Il terzo tipo di olio Dop Terra di Bari ha la dicitura “Murgia dei Trulli e delle Grotte” e fa riferimento al sud barese dove domina la presenza della cultivar Cima di Mola. Il risultato è un olio fruttato con note di erba e legumi, gusto dolce e gradevolmente delicato.

Il Salento, inteso come provincia di Lecce ma anche parte di Brindisi e di Taranto, si identifica con la Dop “Terra d’Otranto” il cui olio scaturisce dalle olive di Cellina di Nardò e Ogliarola (almeno il 60 %). Ha un colore verde o giallo con leggeri riflessi verdi, un profumo fruttato medio con leggera sensazione di foglia, e al gusto rivela delle soavi note di piccante e amarognolo.

L’olio Dop più recente, riconosciuto nel 2004, è il “Terre Tarentine” che si identifica con la zona occidentale della Provincia di Taranto e che si ottiene dalle varietà di olivo Leccino, Coratina, Ogliarola e Frantoio per almeno l’80%. Ha un colore giallo verde, una fluidità media, un sapore fruttato con media sensazione di amaro ed una leggera sensazione di piccante.

A questo punto, conoscendo le caratteristiche degli oli Dop pugliesi possiamo scegliere quello giusto per il nostro piatto.

 

(articolo tratto da “Gazzetta del Mezzogiorno Speciale” del 29.11.2006)

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